domenica 17 agosto 2008

Gesù nei resoconti storici

Come messo in luce anche da ZEITGEIST, nessuno storico/letterato contemporaneo a Gesù fa un solo accenno alla sua figura (1) Questo fatto risulta decisamente strano e insensato, soprattutto dal momento che nei vangeli si fa continuo riferimento alle “folle” e alle “moltitudini” che avrebbero seguito Gesù e assistito ai suoi numerosi miracoli. Si dice anche più volte che la sua fama era molto diffusa e che lui era conosciuto ovunque. Eppure, nonostante tutto, NESSUNO storico del suo tempo ha sentito il bisogno di citare anche solo lontanamente nelle sue opere la figura dell'uomo più importante della storia, il figlio di Dio, operatore di miracoli e portatore della Parola di Dio Padre.


Testimonianze non contemporanee

Le prime citazioni storiche di Gesù riguardano piccolissimi passi trovati in Flavio Giuseppe (c.37 - 100 d.C.), Plinio il Giovane (c. 111-113 d.C. ), Svetonio (110 d.C.) e Tacito (107 -116 d.C.). Innanzitutto, bisogna fare due importanti considerazioni riguardo questi passi:

  • gli autori non sono contemporanei a Gesù e quindi, al più, riportano tradizioni e racconti di seconda mano piuttosto che eventi visti con i proprio occhi;

  • anche se questi passi fossero autentici, proverebbero al più l'esistenza di un Gesù storico, ma non proverebbero la storicità del racconto evangelico, in particolare non parlano dei miracoli ne' riferiscono dettagli degli insegnamenti del più importante degli uomini delle storia

Inoltre, molti studiosi e critici ritengono che alcuni di questi passi siano delle contraffazioni ad opera degli scribi cristiani o dei padri della Chiesa.

Testimonium Flavianum

Ad esempio, per quanto riguarda il così detto “Testimonium Flavianum”, cioè il passo in cui Flavio Giuseppe parla di Cristo, lo studioso Solomon Zeitlin ritiene che si tratti di un falso del IV sec ad opera di Eusebio (2). La motivazione principale per ritenere questo passaggio un falso è che appare per la prima volta proprio nel IV sec citato da Eusebio stesso, mentre sembra che i precedenti padri della Chiesa non ne fossero assolutamente al corrente. Ad esempio, Origiene (c. 185 – 254 d.C.) conosceva bene le opere di Flavio Giuseppe eppure non citò mai questo passaggio e addirittura si lamentò del fatto che lo storico non considerava Gesù come il Cristo! (3) Oltre a questo, il linguaggio usato in alcuni punti del passaggio sembra non poter provenire dalla penna dello storico Flavio Giuseppe. Per approfondimenti, consultate l'articolo di Zeitlin, “The Christ Passage in Josephus” (http://www.christianorigins.com/zeitlin.html).


Tacito: un falso del XIV sec?

Un discorso simile si può fare riguardo al passo di Tacito. Esso appare per la prima volta nel XIV sec, e nessun padre della Chiesa lo menziona prima di allora. Questo risulta molto strano, perché i padri della Chiesa conoscevano molto bene Tacito e di sicuro lo avrebbero tirato in ballo se avesse scritto qualcosa di rilevante su Cristo. Ma nessuno dice nulla finché, magicamente, questo passo non fa la sua comparsa nel XIV sec. Ad ogni buon conto, un po' tardi per essere sicuri della sua autenticità. Come se non bastasse, il passo non sembra essere scritto nello stile raffinato tipico delle opere di Tacito. Per una trattazione più approfondita, fate riferimento a “Who was Jesus – Fingerprints of the Christ”.


Svetonio

Il passaggi odi Svetonio a cui fanno riferimento gli apologeti cristini per confermare la storicità di Gesù è contenuto nella Vita di Claudio (c. 113 d.C.) ed è il seguente:


“Dato che i Giudei, istigati da Cresto, provocavano costantemente dei tumulti.”


Il problema di questo passo è che probabilmente non si riferisce in nessun modo a Gesù Cristo. “Cresto” era un appellativo molto comune al tempo, che non è equivalente, come erroneamente affermano gli apologeti, al termine “Christos” o Cristo. Quindi, questo Chrestos potrebbe essere chiunque, ma è poco probabile che Svetonio potesse mai liquidare l'uomo più importante della storia in una così minuscola frase dal piccolissimo valore storico.


Plinio il Giovane

Per quanto riguarda Plinio il Giovane, governatore della Bitinia, gli apologeti prendono come prova dell'esistenza di Cristo il fatto che in una sua lettera chieda aiuto per contrastare i “Christiani”. Al massimo, quello che si può evincere da questa lettera è che esisteva un movimento noto come “Christiani” nel periodo in cui Plinio fu governatore in Bitinia, cioè dal 111 al 113 d.C. Comunque, non sappiamo e mai sapremo se egli si riferiva ai Cristiani come seguaci di Gesù Cristo; anche se fosse, questa tarda testimonianza non prova certo l'esistenza di un uomo chiamato Gesù, figlio di Dio e operatore di miracoli straordinari.


Conclusione

Questa che vi ho proposto è solo una sintesi della questione, che potete trovare ampiamente trattata nelle opere degli apologeti cristiani e degli storici. In particolar modo l'archeologa e storica D.M. Murdock in un capitolo del suo libro “Who was Jesus – Fingerprints of the Christ” tratta ampiamente la questione, riportando anche tutti i passaggi “incriminati” e i dibattiti degli studiosi su di essi.

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1. Per una lista dei 23 storici/letterati contemporanei a Gesù fate riferimento a “Who was Jesus- Fingerprints of the Christ”, pag. 85

2. The Christ Passage in Josephus” - http://www.christianorigins.com/zeitlin.html

3. Origene, Contra Celsus I, 47

4 commenti:

Anonimo ha detto...

e quindi secondo te tutte le testimonianze che citi sarebbero false? o_O Mi sembra un'idea improponibile e ridicola. Se vuoi difendere la ragione, dovresti cercare di usarla prima.

Antaryoga D ha detto...

Diciamo che tutte queste ESIGUE testimonianze non le cito io ma gli apologeti cristiani. Per giunta, la loro autenticità è dibattuta persino presso gli studiosi cristiani stessi.

Oltre a argomenti convincenti a sostengo della loro falsità, bisogna ricordare e sottolineare come dato di fatto che i cristiani degli inizi erano incredibilmente dediti alla contraffazione e alla pseudepigrafia e non solo in segreto, ma addirittura apertamente... basti pensare alla PIA FRODE!

Percui, mettendo insieme tutti gli argomenti contro queste esigue testimonianze e le opinioni di importanti esperti del settore, anche cristiani, oltre che l'inclinazione dei primi cristiani alla contraffazione, sembra ragionevole sostenere che questi passi siano delle frodi.

Sandro ha detto...

Molto interessante come blog e mi complimento per la tua iniziativa di indagine.
Ti suggerisco, se già non l'hai letto, "La Croce di Spine" di Giancarlo Tranfo.

Ciao e auguri per questa "battaglia"

Antaryoga D ha detto...

grazie sandro, leggerà sicuramente il libro che mi hai indicato ;-)