giovedì 21 agosto 2008

I vangeli sono l'infallibile Parola di Dio?

Molti cristiani, come gli è stato insegnato al catechismo, sono convinti che le attuali traduzioni del Nuovo Testamento siano “prive di errori” e riportino l'infallibile Parola di Dio. Gli studiosi e gli apologeti cristiani di tutto il mondo e di tutti i tempi sono invece al corrente del fatto che nessuno possiede i manoscritti originali del N.T e che i manoscritti greci più antichi in nostro possesso differiscono tra loro in modo incredibile. A questo riguardo l'autorevole Enciclopedia Cattolica afferma:

E' stato stimato che questi MSS[manoscritti] e citazioni differiscono tra di loro tra 150.000 e 250.000 volte. Il quadro reale è, forse, molto superiore. Uno studio di 150 MSS greci del vangelo di Luca ha rivelato più di 30.000 differenti letture... Si può affermare con sicurezza che non vi è una frase nel N.T. su cui la tradizione dei MS sia totalmente uniforme. (*1)

Queste differenze spaziano da divergenze terminologiche a passi mancanti in alcuni manoscritti e aggiunti in altri o notevolmente diversi da manoscritto a manoscritto. Queste differenze sono dovute all'imperizia, all'ingenuità e alla disonestà dei primi copisti e scribi cristiani che si arrogarono il diritto ci “correggere” la Parola di Dio [bestemmia!] , aggiungendo idee e modificando i passaggi e i detti per conformarli alla loro personale idea di Gesù e alla loro visione del mondo. Come lo studioso cristiano Ehrman afferma: “Le copie piene di errori vennero a loro volta copiate; e le copie delle copie piene di errori vennero copiate; e così via, fino ad oggi.”(*2)

Questa pratica da parte degli scribi cristiani di alterare e falsificare i testi che gli passavano per le mani è ben nota e addirittura documentata da un commento che si trova nel Codex Vaticanus, uno dei manoscritti greci più antichi e completi del N.T. Questo commento di uno scriba, indirizzato probabilmente ad un precedente scriba medievale che curò la copia in oggetto, recita:

Stolto e furfante! Lascia la vecchia lettura, non cambiarla!”

"ἀμαθέστατε καὶ κακέ, ἄφες τὸν παλαιόν, μὴ μεταποίει (*3)

Il commento pare abbastanza eloquente e testimonia una situazione del tutto imbarazzante. Come osserva la Murdock in Who was Jesus - Fingerprints of the Christ (pag. 57):

Se questi vangeli costituiscono davvero resoconti affidabili degli eventi della vita di Gesù, perché mai le parole di Gesù variano da una fonte all'altra? Le precise parole del Signore, non dovrebbero essere citate letteralmente? Perché il Padre Nostro, ad esempio, differisce da un vangelo ad un altro e da manoscritto a manoscritto? Non sarebbe stato sensato per il Signore, come Spirito Santo, rinfrescare la memoria dei suoi discepoli perché riportassero le sue esatte parole? Se queste sono le preziose parole dell'Onnipotente Dio, com'è possibile che siano state cambiate? E perché? Per caso Dio aveva commesso degli errori nelle sue affermazioni originali e ha quindi dovuto farle correggere successivamente? Che senso avrebbe avuto per lo Spirito Santo guidare gli importantissimi sforzi di coloro che registrarono la vita del Signore, se i suoi discorsi non dovevano essere riportati letteralmente? In altre parole, qual'è lo scopo dello Spirito Santo se non quello di correggere gli errori? E se queste scritture non sono resoconti testuali, com'è possibile che siano chiamate “infallibili”?

E' pur vero che gli apologeti, nel corso dei secoli, hanno cercato di superare queste numerose contraddizioni sviluppando un processo chiamato “armonizzazione”. Il problema è che molto spesso le loro argomentazioni appaiono campate in aria, se non addirittura disoneste o strampalate.

Alla luce di questi fatti, come si può onestamente affermare che il N.T. sia l'infallibile Parola del Signore?

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(1) Citato da D.M. Murdock inWho was Jesus - Fingerprints of the Christ, pag. 48

(2) Ehrman, Misquoting Jesus, pag. 69

(3) Wikipedia, http://en.wikipedia.org/wiki/Codex_Vaticanus

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